La gommalacca come vernice è stata introdotta solo agli inizi dell’ottocento, in quanto prima i mobili venivano verniciati a cera. Si applicavano varie mani e si strofinava fino a che si raggiungeva la brillantezza desiderata. Questa vernice presentava però degli inconvenienti: era infatti piuttosto debole all’azione di agenti esterni come acqua, muffe, e abrasioni. Attorno al 1820 in Francia si pensò di applicare a tampone la gommalacca diluita in alcool: la tecnica sembrò così efficace che si diffuse rapidamente in tutta Europa.
Il procedimento di stesura della gommalacca a tampone nel corso degli anni è diventata una sorta di arte per i mobilieri, tanto che fino all’avvento delle vernici sintetiche regnò incontrastata come metodo di verniciatura principe. Effettivamente, la gommalacca ha parecchi vantaggi: non è tossica, si stende facilmente, essica velocemente, è economica.
I MATERIALI
Ovviamente la gommalacca. Viene venduta in polvere o a scaglie. Si trova in una varietà di colori: arancio, ambra, rubino, bianca, etc. Ha la proprietà di sciogliersi in alcool (metanolo, etanolo, propanolo e butanolo), e la soluzione mantiene inalterate le sue proprietà per circa sei mesi. Il metodo della gommalacca a tampone ha bisogno ovviamente di un tampone di cotone, che dovrebbe essere pulito e avvolto su se stesso come una garza. Occorre poi dell’olio, preferibilmente
di lino cotto, per permettere al tampone di scivolare sulla vernice precedente.
I PREPARATIVI
Prima di tutto, è necessario carteggiare il legno con carte molto fini, partendo da 180, poi 220, poi 320. Buona cosa è bagnare leggermente le fibre con dell’acqua tiepida per alzare il pelo del legno e quando questo è asciutto passarlo con una grana 400. La bagnatura permette anche di evidenziare piccoli strisci e difetti del legno che ad occhio nudo risulterebbero poco visibili.
Procedete poi alla turatura dei pori con stucco all’acqua, con pomice, con colla o con qualsiasi altro materiale vi piaccia. Alcuni sono soliti oliare la superficie carteggiata per dare più profondità alla vernice. Sicuramente questo esalta le venature e le fiammature e rende l’aspetto finale della vernice più gradevole alla vista, ma personalmente ritengo che questo passaggio sia da evitare soprattutto per i principianti, in quanto un olio mal cotto o impuro può seccare in maniera irregolare o creare delle macchie che potrebbero rovinare tutto il lavoro. In ogni caso, la quantità di olio dovrebbe essere molto limitata. Dopo pochi minuti di asciugatura si è pronti per iniziare il lavoro di stesura vero e proprio.
La gommalacca deve essere sciolta nell’alcool per essere stesa. In genere il rapporto è di una parte di gommalacca per dieci parti di alcool ma non è una regola fissa, perché altri professionisti utilizzano diverse proporzioni. Versare l’alcool e la gommalacca in un barattolo di vetro, chiudetelo ermeticamente e agitatelo con vigore. Continuate ad agitarlo per una decina di minuti, poi mettete il barattolo accanto a una fonte di calore (una stufa, il sole). Ogni tanto ricordatevi di agitare il barattolo,
e se avete agito correttamente, il giorno dopo la gommalacca si sarà quasi interamente sciolta nella soluzione. Filtrate il tutto con una garza e sarete pronti per iniziare.
LA STESURA DELLA GOMMALACCA
Ripieghiamo un quadrato di cotone a forma di triangolo e avvolgiamolo su se stesso. Poi lo inumidiamo con qualche goccia di olio e versiamo un po’ di alcool sopra, lavorandolo con le dita (pulite) per amalgamarlo con il tampone. Versate a questo punto un po’ di gommalacca (non troppa!) e amalgamatela nel tampone come avete fatto con l’alcool.
Cominciate a far scorrere il tampone inumidito sulla tavola da verniciare seguendo la venatura del legno, a movimenti regolari e cercando di stendere la gommalacca in maniera uniforme. Dopo pochi secondi la gommalacca si sarà già asciugata, e potrete così ripetere l’operazione. Continuate finché il tampone si asciuga, poi ricaricatelo con altra gommalacca. Se il tampone si pianta sul lavoro o non scorre adeguatamente, aggiungete qualche goccia d’olio.
A questo punto il pelo del legno che si è alzato in seguito alla bagnatura dell’alcool va lisciato con una carta vetrata a grana 320 o 400. Poi ripetete la stesura della gommalacca come prima. Fatelo però con movimenti circolari ed energici, evitando che il tampone si incolli alla superficie: caricatelo nella giusta dose di olio, di alcool, di gommalacca. Dopo questa prima stesura lasciate riposare il lavoro una notte.
Dopo un adeguato tempo di asciugatura, caricate il tampone come il giorno prima e iniziate a stendere la gommalacca con movimenti circolari lungo tutta la superficie. Quando avrete steso un adeguato strato di gommalacca, caricate il tampone con un po’ di alcool e passatelo velocemente e leggermente sulla superficie verniciata seguendo la venatura del legno, in maniera uniforme. Questo aiuterà a sollevare l’olio contenuto nella vernice e a facilitare il processo di indurimento della
gommalacca.
Ripetete questo semplice processo a distanza di tre quattro ore. Ricordate che il tampone non deve incollarsi alla superficie, altrimenti danneggerà il lavoro, che dovrà essere a quel punto carteggiato e ripreso dall’inizio. Man mano che stenderete le varie passate di gommalacca il vostro lavoro dovrebbediventare sempre più lucente e lo strato dovrà avere un aspetto pieno e vivido. Se invece apparirà opaco, consiglio di non esagerare con l’uso dell’olio, che asciugando la gommalacca sale in
superficie. Potete toglierlo con il passaggio ad alcool sopra indicato.
LA LUCIDATURA
Dopo una decina di passaggi di gommalacca il vostro lavoro in teoria è terminato. Avrete notato che potreste continuare a passare il tampone per ore, perché non incolla mai e rende la vernice sempre più vivida e piena. Questo è il punto che indica che il processo di verniciatura è terminato. Per dare al lavoro un aspetto speculare e limpido è però necessario, dopo un’adeguata asciugatura (due giorni vanno bene, una settimana è ottimale) passare alla lucidatura. Va effettuata con un tampone di cotone idrofilo bagnato con qualche goccia di polish CHE NON CONTENGA SILICONE. Lavorate su
piccole aree, stendete un po’ di polish (poco!) e lavoratelo a movimenti circolari fino ad eliminarlo dalla superficie. Continuate a lavorare in questo modo tutta la superficie e il risultato sarà una vernice bella, vivida e perfettamente lucida.
Dimenticavo… dove trovare il polish? Dopo qualche anno di esperienza devo ammettere che il migliore è un compund scratch free venduto dalla Stewart MacDonald. Mi sono trovato molto bene anche con i prodotti della Farecla. Se avete un buon negozio sotto casa di fiducia può aiutarvi.
Ricordate, però: niente silicone!
IL MANTENIMENTO
La gommalacca può essere ravvivata in brevissimo tempo con un paio di passaggi di tampone e un’adeguata lucidatura.
a cura di Luca Milani